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081 0140898 - 3389007997 direzione@teatroeduardodefilippo.it

Posted in spettacoli, on 1 Ottobre 2019, by , 0 Comments

Gianfranco Gallo Lo Zio del medico dei Pazzi

Il Teatro Eduardo de Filippo presenta Lo Zio del Medico dei Pazzi di Gianfranco Gallo  liberamente ispirato a E. Scarpetta, W. Jacoby e C. Laufs in anteprima nazionale.

Giovedì 05 dicembre inizio spettacolo ore 20:45

Venerdì 06 dicembre inizio spettacolo ore 20:45

info ☎️ Info Botteghino ➡️ 081 0140898 – 3470603124

prezzo biglietto € 30 vendita prezzo €25 per under 18

online clicca qui etes

Presentazione spettacolo

? NOTE DI REGIA:

Lo Zio del Medico dei Pazzi?
Dopo il successo di Comicissimi Fratelli, Gianfranco Gallo torna a calcare le scene teatrali col suo stile originale, che rinnova la tradizione nel segno del divertimento e del rispetto del grande repertorio comico napoletano.

Scarpetta nel 1908 scrisse ‘O Miedeco de’ pazze riadattando una commedia tedesca dal titolo Pension Schoeller di Jacoby e Laufs del 1890. In Germania il testo viene rappresentato ancora oggi con grandissimo successo e rappresenta un classico del Teatro comico tedesco. Dal confronto di queste due esilaranti opere nasce la riscrittura di Gianfranco, che mira come sempre a un’ironia asciutta, seppur esplosiva, senza ammiccamenti, ma che tiene sempre in considerazione il pubblico come elemento determinante.

Attori:
Gianfranco Gallo
Antonella Stefanucci
Mario Brancaccio
Antonella Prisco
Bianca Gallo
Luigi Credentino
Antonio Fiorillo
Francesco Russo
Michele Sibilio
Elena Starace
Gianluigi Esposito
Michele Schiano Di Cola
Ursola Muscetta

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Peppe Barra I cavalli di Monsignor Perrelli

Posted in spettacoli, on 30 Settembre 2019, by , 0 Comments

Peppe Barra in I Cavalli di Monsignor Perrelli (commedia)

Peppe Barra, metterà in scena il Monsignore, farsa in musica, in due atti.

Venerdì 22 Novembre inizio spettacolo 20:45 turno A di abbonamento

Sabato 23 Novembre inizio spettacolo 20:45 turno B di abbonamento

Teatro Eduardo De Filippo di Arzano

info ☎️ Botteghino ➡️ 081 0140898 – 3470603124

Prezzo

botteghino teatro €30

vendita online  €30+€1,5 di prevendita

ACQUISTA QUI circuito etes

Presentazione spettacolo

  • Titolo: I Cavalli del Monsignor Perrelli 
  • Genere: Commedia
  • Scritto: Peppe Barra
  • Regia: Lamberto Lambertini
  • Interpreti principali: Peppe Barra
  • Con: Patrizio Trampetti, Luigi Bignone, Enrico Vicinanza
  • Scene: Carlo Demarino
  • Costumi: Annalisa Giacci
  • Musiche: Giorgio Mellone
  • Produzione: Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale, Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro, A.G. Spettacoli

? NOTE DI SCENA:

La decisione di riproporre questo spettacolo nasce dal desiderio di Peppe Barra e Lamberto Lambertini, dopo troppi anni di separazione, di lavorare nuovamente insieme.

La scelta cade sull’ antico Monsignore, perché questo giocoso, surreale, originale atto unico è un’incredibile materia prima, ancora aperta per una rinnovata messa in scena.

Uno scherzo in musica in due tempi, nei canoni e nello stile comico ed elegante della commedia all’antica italiana. Uno spettacolo dal meccanismo antico e comicissimo.

Una “prova d’attore”, come si diceva un tempo, ma anche una prova d’amore verso l’arte del teatro, luogo rituale, dove l’Attore, immerso nel suo mondo, come un pesce nel suo acquario, possa trasformare i suoi incubi in un sogno condiviso.

L’epoca è quella di Ferdinando IV di Borbone. Si dice che lo stesso re Ferdinando, e la regina Carolina, attendevano con ansia le visite del caro Monsignore, per cominciare la giornata con qualche sana risata. Fu così che nacque la leggenda di Monsignor Perrelli, qui interpretato da Patrizio Trampetti.

Un uomo di chiesa, ma anche un eccentrico uomo di scienza, che spiattellava invenzioni stupefacenti, impossibili, al limite della cretineria, che sono diventate il corpo leggendario della vita di quell’involontario portatore sano di pura, infantile follia, che racchiudeva, nel bene e nel male, le caratteristiche dell’aristocratico campagnolo al tempo del Borbone.

In questo spettacolo viene messo in rapporto, e contrasto, con Meneca, la sua fedele perpetua, vittima rassegnata delle sue stramberie, interpretata da Peppe Barra, travestito da donna per la prima volta dopo i tempi della Gatta Cenerentola, la quale, stremata dalle continue imbecillità, o vizi, come quello del cibo, del suo padrone, si sfoga, a tu per tu con il pubblico in sala, con irresistibili monologhi.

Ma, come accade in ogni coppia che si rispetti, continuerà ad accudirlo con le sue amorose attenzioni, tenendolo al laccio con la sua arte culinaria di schietta tradizione campana.

Monsignore ha la testa tra le nuvole, Meneca ha i piedi per terra, due esseri distanti e vicinissimi.

I costumi e le scene, di Carlo Demarino, con il Vesuvio che incombe, fumante ed eruttante, dal balcone della villa, i costumi, ricchi e giocosi di Annalisa Giacci, e la musica originale di Giorgio Mellone, rimandano scherzosamente a quegli anni del primo ottocento, quando la vita, come molti amano credere, scorreva leggiadra e serena, nel profumo appagante del mare e degli agrumi, nella gioia del cibo, nella dolcezza delle canzoni.

Questo ambiente aiuta ad illuminare i giorni d’oggi con la forza liberatoria della risata che deriva dal nonsenso.

Oltre ai due protagonisti, Peppe e Patrizio, complici fin dagli anni settanta di spettacoli colti e popolari, vi saranno altri due attori/cantanti, Luigi Bignone e Enrico Vicinanza, che dopo essere apparsi, nella prima scena, nei panni del Padre e della Madre di Monsignore, nel giorno della sua nascita, si rivestiranno d’altri costumi, soprattutto di cantanti di varie epoche napoletane e di diversi linguaggi musicali, con intermezzi canori originali e rari che affondano nel profondo labirinto della nostra memoria popolare e nobile.

Uno spettacolo per grandi e per piccini, come si dice, con una sottile vena malinconica, dove la nostalgia non riguarda il passato, ma il futuro.

Un requiem, scandito dai deliri di Monsignore, sempre con la testa per aria, ma con i piedi tenuti per terra dalla fedele, innamorata, Meneca.

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Biagio Izzo Tartassati dalle tasse

Posted in spettacoli, on 27 Settembre 2019, by , 0 Comments

Biagio Izzo Tartassati dalle tasse

A grande richiesta il teatro Eduardo De Filippo di Arzano propone Tartassati dalle tasse, l’ultimo capolavoro di Biagio Izzo

Mercoledì 5 Febbraio inizio ore 20:45 fuori abbonamento

Giovedì 6 Febbraio inizio ore 20:45 fuori abbonamento

Venerdì 7 Febbraio inizio ore 20:45 in abbonamento turno A

Sabato 8 Febbraio inizio ore 20:45 in abbonamento turno B

Domenica 9 Febbraio inizio ore 18:00 fuori abbonamento

info ☎️ Info Botteghino ➡️ 081 0140898 – 3470603124  

prezzo biglietto € 32 adulti e €27 per under 10

ACQUISTA ORA  circuito etes

Presentazione spettacolo

  • Titolo: Tartassati dalle tasse di Eduardo Tartaglia
  • Regia: Giuseppe Miale Di Mauro
  • Attori:
  • scene
  • costumi
  • musiche
  • assistente
  • coproduzione  AG Spettacoli e Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

? NOTE DELL’AUTORE:

“Tartassati dalle tasse” Quante volte anche la nostra coscienza di pur buoni ed onesti cittadini ha segretamente partorito concetti del genere? Il problema, però, è che se poi davvero ragionassimo tutti quanti sempre così, come e perché mai le cose potrebbero veramente funzionare?

Sarà costretto improvvisamente a domandarselo anche Innocenzo Tarallo, 54 anni ben portati, napoletano, imprenditore nel settore della ristorazione: il classico “self made man”, che da nipote e figlio di baccalaiuolo si ritrova ora proprietario orgoglioso di un ristorante internazionale di sushi all’ultima moda. E che dopo tanti sacrifici avrebbe voluto ora godersi anche un po’ la vita; magari anche grazie a qualche piccola “furbizia” di contribuente…
E che si ritroverà invece in balia di mille peripezie e problemi. Soprattutto costretto a risolvere il quesito che angustia la stragrande maggioranza di noi: come è possibile che due parole che da sole evocano così tanta bellezza: “Equità” e “Italia”, quando si uniscono si contraggono dolorosamente come chi è in preda alla più dolorosa delle coliche addominali?

?TRAMA

Sarà costretto improvvisamente a domandarselo anche Innocenzo Tarallo, 54 anni ben portati, napoletano, imprenditore nel settore della ristorazione: il classico “self made man”, che da nipote e figlio di baccalaiuolo si ritrova ora proprietario orgoglioso di un ristorante internazionale di sushi all’ ultima moda. E che dopo tanti sacrifici avrebbe voluto ora godersi anche un po’ la vita; magari anche grazie a qualche piccola “furbizia” di contribuente…
E che si ritroverà invece in balia di mille peripezie e problemi. Soprattutto costretto a risolvere il quesito che angustia la stragrande maggioranza di noi: come è possibile che due parole che da sole evocano così tanta bellezza: “Equità” e “Italia”, quando si uniscono si contraggono dolorosamente come chi è in preda alla più dolorosa delle coliche addominali?

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Posted in spettacoli, Uncategorized, on 25 Settembre 2019, by , 0 Comments

Teatro Eduardo de Filippo Stagione Teatrale 2019/2020

Il Teatro Eduardo De Filippo presenta la sua stagione:

L’intramontabile e affascinante Peppe Barra apre quindi venerdì 22 novembre e sabato 23 novembre la stagione con lo spettacolo “Monsignore” una farsa in musica scritto da Peppe Barra e Lamberto Lambertini con la regia di quest’ultimo, inoltre il giovedì 05 dicembre e il venerdì 06 dicembre in anteprima nazionale proponiamo il nuovo spettacolo di Gianfranco Gallo “Lo zio del medico dei pazzi”,  il nuovo anno incomincerà all’insegna della comicità di Made in Sud con l’esilarante Simone Schettino il giovedì 9 gennaio e il venerdì 10 gennaio con lo spettacolo ” Fondamentalmente show 2.0″.

Il mercoledì 22 gennaio e il giovedì 23 gennaio sarà il turno di Carlo Buccirosso con ” La rottamazione di un italiano perbene” il il weekend del 7-8-9 febbraio si continua Biagio Izzo e il suo nuovo spettacolo ” Tartassati dalle tasse” , il venerdì 28 febbraio e la domenica 1 marzo la sarà volta di Fabio Brescia con ” Tre pecore (molto) viziose, il mercoledì 11 marzo e giovedì 12 a grande richiesta ospiteremo il nuovo spettacolo di Ciro Ceruti ” A tutti ma non a me” , a darvi appuntamento infine alla nuova stagione il nuovo spettacolo di Sal Da Vinci ” La Fabbrica dei Sogni”.

prezzo abbonamento €170

CRAL convenzionati €160

2 turni di abbonamento (A,B)

come raggiungerci

contatti botteghino 

in cartellone:

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Posted in spettacoli, on 23 Marzo 2019, by , 0 Comments

Ciro Ceruti A tutti ma non a me

A tutti ma non a me una commedia brillante in due atti di Ciro Ceruti

Mercoledì 11 Marzo inizio ore 20:45 in abbonamento turno A

Giovedì 12 Marzo inizio ore 20:45 in abbonamento turno B

info ☎️ Info Botteghino ➡️ 081 0140898 – 3470603124  

prezzo biglietto € 25 adulti e €20 per under 18

ACQUISTA QUI circuito etes

Presentazione spettacolo

  • Titolo: A tutti ma non a Me
  • Autore Regista: Ciro Ceruti

? NOTE DELL’AUTORE:

La commedia di genere comico brillante evidenzia la crisi del rapporto di coppia, la complessità delle relazioni umane, la diversità sessuale (se tale si può chiamare, esiste il terzo sesso e questo bisogna accettarlo ormai senza alcun pregiudizio), i conflitti generazionali, le problematiche legate alla terza età ed anche la facilità, da parte di noi tutti, di giudicare in modo superficiale chiunque, evitando qualsiasi riflessione per giustificare gli atteggiamenti aggressivi di una persona. Quello che voglio dire è che per noi è più facile etichettare una persona per come ci fa comodo. In che modo, allora, raccontare tutta questa serie di problemi facendo ridere? Chiunque ci riuscirebbe , la linea di confine che separa il dramma dalla comicità è estremamente sottile. La storia ce lo insegna con un simbolo vecchio quanto il mondo: la “caduta”. Chi di noi non ha riso davanti ad una caduta?
Il protagonista della commedia è un nonnetto arzillo, presto vittima di una serie di cadute che la vita gli ha riservato nei suoi ultimi anni di vita. Non si finisce mai di imparare, ma anche mai di sorprendersi ed anche il nonno, nonostante la sua esperienza, commette l’errore di giudicare in modo sommario danneggiando lui e gli altri.
La commedia cerca di far riflettere? Sì, perché è importante non fermarsi alle apparenze, ma andare al di là di esse, fare attenzione ai rapporti interpersonali, capire le ragioni degli altri, dei loro comportamenti, anche quando sembrano assurdi. Perché? Perchè certe cose possono capitare proprio a tutti.
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I Ditelo Voi Il Segreto della violaciocca

Posted in spettacoli, on 4 Marzo 2019, by , 0 Comments

I Ditelo Voi in Il Segreto della Violaciocca (commedia)

I Ditelo Voi, il divertentissimo trio napoletano, metterà in scena la loro nuova commedia teatrale Il segreto della Violaciocca.

Spettacolo in abbonamento

Mercoledì 20 Marzo inizio spettacolo 20:45

Giovedì 04 Aprile inizio spettacolo 20:45

Teatro Eduardo De Filippo di Arzano

info ☎️ Botteghino ➡️ 081 0140898 – 3470603124

Prezzo

botteghino teatro €25

vendita online  €25+€2 di prevendita clicca qui etes

Presentazione spettacolo

  • Titolo: I Fiori del Latte
  • Genere: Commedia
  • Scritto e diretto: I Ditelo Voi e francesco Prisco
  • Interpreti principali: I Ditelo Voi
  • con: Federica Totaro, Rita Corrado, Alfonso Capuano
  • Costumi: Rita Boccarosso e Antonietta Rendino
  • Disegno luci: Francesco Sabatino

? TRAMA:

Un Thriller Psico-Comico scritto e diretto da I DITELO VOI e FRANCESCO PRISCO

Che fine hanno fatto i fratelli CIRILLO (Mimmo Manfredi e Francesco De Fraia), spariti in circostanze misteriose trentadue anni fa e mai più ritrovati?

Ne sa qualcosa RAFFAELE ANNUNZIATA (Lello Ferrante), chimico in pensione con una smodata passione per la floricoltura, radiato dall’albo medico per aver condotto esperimenti non autorizzati sulle presunte proprietà allucinogene della Violaciocca, il cosiddetto “Fiore della nonna”, e che li tiene in ostaggio nel cantinato proprio sotto la sterminata piantagione di fiori che coltiva con amore.

Niente televisione, radio, giornali o internet (di cui i due ignorano l’esistenza), praticamente congelati al momento in cui sono stati rapiti per una vendetta ai danni di un collega, Mimmo e Francesco, ormai quarantenni, hanno conosciuto la vita soltanto attraverso gli occhi e i racconti del loro aguzzino, che si è divertito a creare una realtà che non esiste, inventando un mondo orrendo, pericoloso ed efferato, così da scoraggiarli a qualunque tentativo di evasione. Col passare del tempo, però, la gestione dei due ingenui reclusi comincia a complicarsi. Gli impulsi sessuali di Mimmo cominciano ad essere incontenibili, così come la voglia di Francesco che, nonostante la paura, sogna di uscire e scoprire cosa c’è oltre quello scantinato…

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Carlo Buccirosso Colpo di Scena

Posted in spettacoli, on 15 Febbraio 2019, by , 0 Comments

Carlo Buccirosso in Colpo di Scena (il nuovo spettacolo)

Carlo Buccirosso, attore, regista e autore napoletano, metterà in scena il suo nuovo spettacolo teatrale Colpo di Scena.

Spettacolo in abbonamento

Mercoledì 27 febbraio inizio spettacolo ore 20:45.

Giovedì 28 febbraio inizio spettacolo alle ore 20:45

Teatro Eduardo De Filippo di Arzano

info ☎️ Botteghino ➡️ 081 0140898 – 3470603124 

Prezzo

botteghino teatro  €30 adulti, €25 bambini under 12

vendita online  €30+€2 di prevendita clicca qui etes

Presentazione spettacolo

  • Titolo: Colpo di scena
  • Genere: Commedia
  • Scritto: Carlo Buccirosso
  • Regia: Carlo Buccirosso
  • Interprete principale:  Carlo Buccirosso
  • con: Gino Monteleone, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Matteo Tugnoli, Roberta Gesuè

 

  • Scene: Gilda Cerullo e Renato Lori
  • Musiche: Paolo Petrella
  • Costumi: Zaira de Vincentiis

 

  • Disegno luci: Francesco Adinolfi
  • Consulenza speciale: Luciano Nigro
  • Aiuto regia: Martina Parisi
  • Coordinatore effetti speciali: Simone Petrella
  • Foto di scena: Gilda Valenza
  • Produzione: Ente Teatro Cronaca
  • Produzione esecutiva: A.G. Spettacoli

? NOTE DELL’AUTORE/TRAMA:

In un classico commissariato di provincia, il vice questore Eduardo Piscitelli, conduce da sempre il proprio lavoro nel rispetto del più integerrimo rigore, con la consapevolezza di svolgere le mansioni di garante dell’ordine pubblico e difesa della sicurezza del cittadino con la tenacia e la fede di un missionario, inviato dal cielo esclusivamente per ripulire la terra dalle nefandezze degli uomini scellerati che minacciano la gente cristiana che vorrebbe condurre in pace una vita serena.

Nell’ ufficio del paladino Eduardo, si barcamenano una serie di fidi scudieri nel tentativo di debellare “le barbarie di tutti i santi giorni”… dall’inossidabile tartassato ispettore Murolo, ai giovani agenti rampanti Varriale, Di Lauro e Farina, all’esperta rassicurante sovrintendente Signorelli…una sorta di cavalieri della tavola rotonda, attorno alla quale si aggirano le insidie quotidiane della delinquenza spicciola, lontana sì dagli echi mortali del terrorismo mondiale, ma angosciosamente vicina al respiro del singolo cittadino, a difesa del quale il vice questore si vedrà costretto all’inevitabile sacrificio di un capro espiatorio a lui tristemente noto, tale Michele Donnarumma, vittima predestinata, agnello feroce dall’aspetto inquietante, che sconvolgerà la salda religione di Piscitelli, come il più spietato e barbaro dei saraceni!

Solo allora, il paladino Eduardo per la prima volta nella sua vita, cercherà conforto nel tepore degli affetti familiari, trovando così rifugio tra le mura sicure della propria casa di montagna, dove ad attenderlo ci saranno suo padre ex colonnello dell’esercito affetto da Alzheimer, la dottoressa Cuccurullo sua neurologa di fiducia, e Gina bisbetica badante rumena, che con amorevole follia proverà a nascondere strenuamente una verità segregata da anni nel suo cuore…

E come nella più classica sceneggiatura thriller, anche i saldi ed integerrimi comandamenti del vice questore Piscitelli vacilleranno di fronte all’imprevedibile colpo di scena finale.

Carlo Buccirosso

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Parenti serpenti con Lello Arena regia Luciano Melchionne Teatro Eduardo De Filippo Arzano

Posted in spettacoli, on 22 Dicembre 2018, by , 0 Comments

Lello Arena in Parenti Serpenti

regia Luciano Melchionna

Lello Arena in Parenti Serpenti con l’unica data in campania prima di dare il via alla tournée che lo vedrà protagonista in tutta Italia.

UNICA DATA IN CAMPANIA

Sabato 03 febbraio inizio spettacolo ore 20:45.

Teatro Eduardo De Filippo di Arzano

info ☎️ Botteghino ➡️ 081 0140898 – 3334587302 

prezzo biglietto € 30 vendita online clicca qui etes

Presentazione spettacolo

  • Titolo: Parenti Serpenti
  • Genere: Commedia
  • Scritto: Carmine Am0roso
  • Interprete principale: Lello Arena
  • Regia: Luciano Melchionna
  • Scene: Roberto Crea
  • Costumi: Milla
  • Idea scenica: Luciano Melchionna
  • Musiche: Stag
  • Disegno luci: Salvatore Palladino
  • Produzione: Ente Teatro Cronaca in collaborazione con Bon Voyage Produzionie con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016

? NOTE DELL’AUTORE:

Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravviare i legami famigliari, quindi come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano, ancora oggi, per scaldare la casa: un braciere pericoloso ma rassicurante come tutte le abitudini e le tradizioni. Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, e andati a lavorare in altre città.

Uno sbarco di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare, in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti in cui tutti noi possiamo riconoscerci, le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi.

Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà – interpretato da Panelli nel film di Monicelli – mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo, come quello di un bambino, intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano, in quei giorni di santissima festività: è un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti? Andando via di casa, diventando adulti, ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà, ha dovuto accettare i fallimenti e ha imparato a difendere il proprio orticello mal coltivato, spesso per incuria o incapacità, ma in quelle pause di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato, affettuoso e risolto.

All’improvviso però, i genitori, fino ad allora autonomi punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi come hanno fatto anni prima con loro: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia… a chi toccherà?
All’improvviso, dunque, un terremoto segna una crepa nell’immobilità rassegnata di un andamento ormai sempre lo stesso e in via di spegnimento, una crepa dalla quale un gas mefitico si espanderà e inquinerà l’aria.

Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento. Verità? Paradosso? Spesso, come si è soliti dire, la realtà supera la fantasia. Ciò mi ha spronato ad affrontare questo testo che ha la peculiarità rara di fotografare uno spaccato di vita famigliare sempre assolutamente attuale, purtroppo. Si può far ridere nel raccontarlo e sorridere nell’assistere alle spumeggianti gag ma, allo stesso tempo, non ci si può riflettere sopra senza una profonda amarezza, magari scoprendo – per contrasto – la possibilità di una maggior coerenza nei rapporti e negli affetti, così da ricordarsi le meravigliose responsabilità che un cordone ombelicale come quello tra genitori e figli impone.

Viviamo in un’epoca in cui i valori, primo fra tutti il rispetto, stanno pian piano sparendo e l’egoismo sta prendendo decisamente il sopravvento sulla carità umana e sulla semplice, fondamentale, empatia. Prima o poi saremo tutti dei vecchi bambini bisognosi di cure, perché trasformarci in soprammobili polverosi, inutili e ingombranti?
In quest’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia passeremo dalle risate a crepapelle per il tratteggio grottesco, e a tratti surreale, dei personaggi al più turpe cambiamento di quegli esseri che – chi di noi non ne ha conosciuto almeno uno? – da umani si trasformeranno negli animali più pericolosi e subdoli: i serpenti.

Luciano Melchionna

Premi

Nel 2016 riceve il premio Camera di Commercio delle Riviere di Liguria 2016, il riconoscimento che ogni anno, dal 2010, viene assegnato allo spettacolo del Festival di Borgio Verezzi che si sia distinto particolarmente, coniugando la qualità dell’allestimento e della recitazione al gradimento del pubblico e dimostrando la capacità di catalizzare l’interesse dei media per il nostro territorio, in quel felice connubio tra cultura e turismo che da anni contraddistingue la manifestazione“. Questa la motivazione:“Portato in scena da una compagnia in stato di grazia e con soluzioni registiche che hanno felicemente coinvolto l’intera piazza Sant’ Agostino, sempre in bilico tra sorriso e commozione, l’amara e divertente commedia ha molto ben interpretato lo spirito dell’edizione del Cinquantenario del Festival, espresso nella battuta pronunciata da Lello Arena: non c’é niente di male a far ridere la gente, le risate e le lacrime sono emozioni”.

Attori e personaggi

Fabrizio Vona / Alfredo
Marika De Chiara / Milena
Andrea de Goyzueta / Alessandro
Carla Ferraro / Gina
Serena Pisa / Lina
Raffaele Ausiello / Michele
Lello Arena / Saverio
Giorgia Trasselli / Trieste

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Gianfranco Gallo e Massimiliano Gallo in Comicissimi Fratelli Teatro Eduardo de Filippo Arzano

Posted in spettacoli, on 22 Dicembre 2018, by , 0 Comments

Gianfranco Gallo e Massimiliano Gallo in Comicissimi Fratelli… il pubblico ha sempre ragione

scritto e diretto da  Gianfranco Gallo

I Fratelli Gallo dopo il successo ottenuto nel piccolo schermo con ruoli di prestigio nelle fiction cult del momento come Gomorra e i Bastardi di Pizzofalcone, mettono in scena un nuovo loro spettacolo scritto e diretto da Gianfranco Gallo.

Sabato 04 gennaio inizio spettacolo ore 20:45.

Teatro Eduardo De Filippo di Arzano

info ☎️ Botteghino ➡️ 081 0140898 – 3334587302 

prezzo biglietto € 30 vendita online clicca qui etes

Presentazione spettacolo

  • Titolo: Comicissimi  fratelli… il pubblico ha sempre ragione
  • Genere: Commedia
  • Scritto: Gianfranco Gallo
  • Interprete principale: Gianfranco Gallo e Massimiliano Gallo
  • Con:  Gianluca Di Gennaro, Franco Pinelli, Arduino Speranza, Bianca Gallo, Marco Palmieri
  • Regia:Gianfranco Gallo
  • Scene:Ciro Lima Inglese
  • Costumi: Annalisa Ciaramella
  • Assistente alla regia:Ursula Muscetta
  • Produzione: Città Mediterranee

? NOTE DELL’AUTORE:

“Comicissimi Fratelli… il pubblico ha sempre ragione” note dell’autore/regista
Il Teatro napoletano anni fa si divise in due, accanto a quello dirompente dei Petito, discendenti dei comici dell’Arte, attori “fisici”, inventori di battute sempre nuove, jazzisti del canovaccio, si sviluppò , grazie a Scarpetta ma soprattutto ai De Filippo, un Teatro borghese, dove il testo non fu più partenza ma partenza e arrivo, in cui la potente drammaturgia incanalava attori e regista fino ad un approdo certo e sicuro.

Roberto De Simone critica Eduardo proprio per questo, lo accusa di aver interrotto la linea principale del nostro vero Teatro, che egli evidentemente identifica in quello di cui i Petito furono espressione.

Io credo che entrambi i modelli siano da rispettare e che oggi possano convivere nel panorama di un Teatro di produzione che valichi i limiti del Tempo in maniera diversa.

La differenza è che se metto in scena De Filippo sento di rappresentare un’Opera universale nella quale però è importante e necessario il riferimento storico, se invece metto in scena e riscrivo una farsa di Petito, mi sento al riparo da qualsiasi attacco portato dal naturale cambiamento della società.

I testi di Antonio e dei suoi fratelli, non sono moderni né da modernizzare, sono , per un teatrante , tappeti volanti che non conoscono che un solo spazio, quello da esplorare ancora.

Partirò “Comicissimi Fratelli…il pubblico ha sempre ragione” vuole essere il manifesto del questo pensiero e la Summa del repertorio da me riscritto e messo in scena con Massimiliano in questi 37 anni di carriera.

In scena con me e mio fratello , per rinforzare, semmai ce ne fosse bisogno, il discorso del Teatro delle Famiglie d’Arte, anche nostro nipote Gianluca Di Gennaro.

Completano il cast la bella e brava Yulija Mayarchuck e Franco Pinelli, Arduino Speranza e Marco Palmieri.

Gianfranco Gallo

LA TRAMA

La trama ruota intorno alle vicende di due fratelli attori in un piccolo teatro partenopeo degli inizi del ‘900, uno dei quali abbandona l’altro per “scritturarsi” nella compagnia di Eduardo Scarpetta, tradendo dunque , dal punto di vista dell’altro, il Teatro di Tradizione in un suo momento di calo.

Il primo tempo si basa sulla rappresentazione di “Ti ho sposato per ignoranza”, la mia versione originale di un’antica farsa di Pasquale Petito, il secondo nella recita di “Una comicissima Tragedia” testo che anni fa scrissi ispirandomi a Francesca da Rimini di Antonio Petito.

Le storie dei due fratelli che s’intrecciano con le due messe in scena, sono il divertente e significativo Trait d’Union di due ore esilaranti senza respiro.
Volutamente non esiste riferimento temporale se non quello molto indefinito del passaggio dal Teatro popolare a quello borghese.

In più ho di proposito mischiato le carte, presentando come successiva la farsa del secondo tempo, che invece è precedente a quella del primo. Tutto deve essere solo al servizio del gioco, della trama, del divertimento.

Gianfranco Gallo

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Serena Autieri La Sciantosa

Posted in spettacoli, on 2 Dicembre 2018, by , 0 Comments

Serena Autieri in La Sciantosa

Serena Autieri apre la stagione teatrale con il suo spettacolo musicale campione d’incassi ” La Sciantosa… ho scelto un nome eccentrico”

Venerdì 23 novembre inizio spettacolo ore 20:45.

Teatro Eduardo De Filippo di Arzano

info ☎️ Botteghino ➡️ 081 0140898 – 3334587302 

prezzo biglietto € 30 vendita online clicca qui etes

Presentazione spettacolo

  • Titolo: La Sciantosa ho scelto un nome eccentrico
  • Genere: Spettacolo Musicale
  • Scritto: Vincenzo Incenzo
  • Interpreti: Serena Autieri
  • Direzione Musicale: Enzo Campagnoli
  • Regia: Gino Landi
  • Costumi: Monica Celeste
  • Performer Alessandro Urso
  • Produzione: Enrico Griselli

? NOTE DELL’AUTORE:

Incontrare la sciantosa e il suo “nome eccentrico” vuole dire aprire un baule magico con un immenso tesoro dentro. Vuole dire tuffarsi anima e corpo nell’oceano della tradizione classica e allo stesso tempo abbracciare le radici della modernità. ‘A tazz’ e cafè, Comme facette mammeta, I’ te vurria vasà, prima di essere meravigliose canzoni sono testimoni e sentinelle di un mondo e di un’epoca da proteggere, di un tempo e di uno spazio in cui germogliano i princìpi tutti della cultura dello spettacolo.

Serena Autieri entra a schiaffo, con i panni di Pulcinella nei luoghi e nei codici del caffè concerto e del varietà, ed è subito Napoli, arte di arrangiarsi, gioia e disperazione, mare romantico e vulcano incandescente. E’ guerra, colera, miseria ma è anche resurrezione, sorriso, amore.
Poi, via la maschera, e d’incanto Napoli è femmina. Una “mossa”, una rima recitata, una lacrima, ed eccole, quelle radici poetiche e melodiche ottocentesche e quei profumi arabi, saraceni, americani che ‘o paese d’’o sole, crocicchio di riferimenti locali e stimoli provenienti da ogni latitudine, ha ruminato e restituito al mondo nella sua inconfondibile cifra.

Il pretesto dello spettacolo è la prima grande protagonista di quel mondo, Elvira Donnarumma, “a capinera napoletana”, colei che sovvertì le regole dell’apparire; bassina, tarchiata, ma con una voce che toccava le corde dell’anima.

Colei che raccolse i fiori sul palco di Eleonora Duse e Matilde Serao, che rifiutò per spirito patriottico il contratto in Germania, che sfidò la sua malattia ogni sera fino alla morte pur di non abbandonare il pubblico; lei che avvolta dalla bandiera italiana, in precario equilibrio e con gli occhi pieni di lacrime, cantò “Addio” davanti a tutta Napoli che la acclamava.
Serena Autieri legge Donnarumma in controluce, sdoganandone la fisicità, recuperata attraverso il gesto e la parola, in un’ora e mezza di spettacolo senza rete, sola sulla scena, attraversata dalla cometa elegante di un mimo ogni tanto a cadenzare il flusso narrativo. Fuori e dentro, dentro e fuori, Serena gioca con il suo personaggio, lo presenta, lo incarna, lo lascia, lo riprende.

La realtà feconda la finzione e viceversa in un gioco delle parti vertiginoso ed esilarante. La scena fa il resto. Una finestra che s’illumina nella notte, lo sciabordìo di onde in lontananza, una nave in partenza, valige sul molo. Oggetti e proiezioni evocano i momenti. Tutto viene restituito a una lettura contemporanea mentre batte un cuore antico.
C’è il vicolo, la scalinatella, ma c’è anche il futurismo, le camice nere, il Ballo Excelsior, l’avvento della radio. Quadri come suggestioni, tagliati da un disegno luci che evoca più che dichiarare e musicisti che riportano nostalgie e profumi del tempo. Ma il palco non basta, e allora Serena scende tra il pubblico, e lo spettacolob da qui in poi ogni sera è a soggetto.

Il muro di Diderot cade (una lezione valida dai tempi di Plauto), e con il muro la sospensione del dubbio esistente tra finzione e realtà.

Gli spettatori diventano parte attiva e memoria di quello che fu, allo stesso tempo. Una sorta di non-sequitur visuale, dove la rottura della convenzione scatena la comicità. Risate, lacrime, riflessioni. Il pubblico è preso a schiaffi e carezze, come quel Pulcinella in incontinenza verbale magistralmente interpretato da Serena a inizio spettacolo, metafora vivente e straordinariamente attuale dell’accavallarsi folle di parole del nostro tempo.

E’ cafè chantant ma è anche talent show di oggi, perché cambiano i codici ma non il messaggio. E’ sguardo critico al presente, allo strapotere dell’immagine tritatutto, alla mai troppo considerata meritocrazia, ai valori al tramonto di patria e di famiglia. Ma è soprattutto amore, identità, rivendicazione. E passato che guarda al futuro.

Vincenzo Incenzo

Musicisti 

  • Pianoforte Luigi Flammia
  • Chitarra e Mandolino Claudio Romano
  • Basso e Contrabbasso Antonello Buonocore
  • Sax, Flauto e Clarineto Gianni Minale
  • Batteria Antonio Muto
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